La Chiesa
Sul finire del Seicento, quando in Terra d'Otranto il rito greco era ormai giunto al tramonto
e quello latino alla sua piena affermazione, pur resistendo alcune abitudini dell'antico costume
bizantino, in Ruffano, come in altri paesi del Salento, comincio' a sentirsi l'esigenza di una
chiesa nuova e rinnovata, perche' la vecchia parrocchiale di rito greco mal s'adeguava alle
celebrazioni dei divini misteri secondo la nuova liturgia e, soprattutto, parendo piccola e
angusta, non era piu' idonea ad accogliere i fedeli, il cui numero, probabilmente, era cresciuto
per un incremento demografico.
L'edificazione del nuovo tempio, intitolato alla Nativita' della Beata Maria Vergine, pero', ebbe
inizio nel 1706 sul suolo della vecchia Parrocchiale e fu possibile per il contributo corale
del popolo, che offri' la ventesima parte dei proventi derivanti dai raccolti, per lo zelo delle
autorita' civili ed ecclesiastiche, ma soprattutto per l'impulso religioso delle confraternite
del SS. Sacramento e del SS. Rosario.
Dopo circa sette anni dall'inizio dei lavori, eseguiti dai fratelli Ignazio e Valerio Margoleo
di Martano, nel marzo del 1713, la nuova chiesa si apri' al culto dei fedeli, grande e imponente
nell'architettura, ma povera e disadorna internamente, tale da affrettare la generosita' del
popolo, in modo particolare delle famiglie benestanti, suscitando quasi una gara nell'offrire
doni o denaro, per dotare la nuova Casa del Signore di arredi lignei, paramenti sacri e
oggetti preziosi, nel cui argento ancora oggi paiono brillare la fede e la devozione dei donatori.
Da quello stesso anno comincio' la costruzione degli altari nelle cappelle laterali
della navata centrale, ricchi di decorazioni, sculture e pitture, commessi in tempi diversi
da varie famiglie. Entrando dalla porta maggiore, ancora oggi detta "Porta delle femmine"
(memoria della bizantina divisione tra uomini e donne), sul lato destro, si notano l'altare
del Crocefisso, voluto dalla famiglia Saetta; quello della Misericordia, dal sacerdote dottore
fisico don Aloisio Piccinni e quello delle anime del Purgatorio, o del Carmine, fondato dalla
famiglia Mogavero. Sul lato sinistro, l'altare di S. Antonio, fatto erigere dalla principessa
Anna Basurto; quello dell'Immacolata, dalla famiglia Grassi e quello di S. Elia, da Domenico
Salvatore Cirillo. Quelli, infine, del SS. Sacramento e del SS. Rosario, nella nave traversa,
furono eretti per conto delle Confraternite omonime.
Nel 1716, si delibero' di costruire la nuova sacrestia sul lato nord della chiesa e,
nel 1725, l'opera architettonica fu completata con la torre dell'orologio, sull'atrio
della "porta dei maschi", aperta a ponente sulla Piazza Castello, divenuta ormai Piazza Chiesa.
Ma fu nella seconda meta' del secolo che la chiesa si presento' corredata di tutto il necessario,
del pulpito
riccamente intagliato e dorato a mecca, dell'organo a mantice, del pregevole coro ligneo,
con 29 stalli lungo
le pareti dell'area presbiteriale, in mezzo al quale trovo' posto il badalone, della stessa fattura,
con i grandi
libri dei salmi, e, finalmente, riccamente istoriata dalle tele del pittore ruffanese Francesco
Saverio Lillo e
di altri artisti meno noti, per commissione di alcune famiglie e dei deputati della Confraternita
del SS. Rosario.
Le grandi tele dell'area presbiteriale rappresentano l'Arca santa e il castigo di Core,
la cacciata di Eliodoro
e la visita della regina di Saba a Salomone. Nell'ala destra del transetto vi č quella di S.
Antonio e il miracolo
dell'eretico, mentre sulla parete della porta maggiore vi e' quella di Gesu' che caccia i
profanatori del tempio.
Posta sotto il patronato del Comune, assurse al rango di Chiesa Ricettizia, retta da un
collegio di sacerdoti
costituito a Capitolo, con funzioni pastorali e di culto, ma dopo la proclamazione
del Regno d'Italia, per le
leggi dirette contro il temporalismo ecclesiastico, in linea col principio cavouriano
“Libera Chiesa in libero Stato”,
perdette il ruolo prestigioso di Collegiata e continuo' la sua missione con quello piu' comune
di Chiesa Parrocchiale.
Numerosi sono stati, nel corso del tempo, gli interventi di mantenimento e di restauro,
tra i quali si segnalano,
per impegno finanziario, la sostituzione del pavimento e il restauro delle tele di Saverio Lillo,
eseguiti nella
seconda meta' dell'Ottocento. Ma il lavoro piu' complesso e piu' rilevante e' senza dubbio
l'ultimo,
voluto dal parroco
don Nicola Santoro, iniziato nel 2002, che ha interessato l'intera architettura della chiesa,
dal complesso
lapideo esterno alle fondamenta, dalle pareti interne al pavimento,
dagli altari agli arredi lignei e alle tele,
dall'area presbiteriale a quella sotterranea.
Durante questi lavori, sono state scoperte le tombe gentilizie, le fondamenta e la
cripta dell'antica chiesa, la
sottostante area del cimitero di superficie con 28 fosse scavate nella roccia e
le camere mortuarie nelle quali
hanno avuto luogo le sepolture sino al 1831, quando finalmente non ebbero piu' luogo nella chiesa,
in esecuzione
del decreto sulla costruzione dei cimiteri emanato da Ferdinando I nel 1817, come gia' aveva
disposto l'editto
napoleonico di Saint Cloud esteso in Italia nel 1806.
Tra gli interventi innovativi, quello di maggior rilievo e' la creazione nell'area centrale di una
suggestiva cappella ipogea con volta "a spigolo"(opera del maestro Armando Margarito) che, oltre
a
prestarsi per celebrazioni riservate e funzioni varie, consente di visitare agevolmente la parte
sotterranea del tempio.
Vincenzo Vetruccio
Pubblicazioni riguardanti la chiesa:
Meravigliosa cornice ad alcuni dei nostri concerti, sara' la Chiesa Matrice
B.M.V. recentemente restaurata, guidata dal gentilissimo Don Nicola Santoro.
STORIA DELLA CHIESA
- A. de Bernart, M. Cazzato - RUFFANO UNA CHIESA UN CENTRO STORICO, Galatina,
Congedo Ed., 1997.
- V. Vetruccio - L'ANTICA PARROCCHIALE DI RUFFANO, Galatina, Congedo Ed., 2004.

