La Chiesa

Meravigliosa cornice ad alcuni dei nostri concerti, sara' la Chiesa Matrice B.M.V. recentemente restaurata, guidata dal gentilissimo Don Nicola Santoro.






STORIA DELLA CHIESA

Sul finire del Seicento, quando in Terra d'Otranto il rito greco era ormai giunto al tramonto e quello latino alla sua piena affermazione, pur resistendo alcune abitudini dell'antico costume bizantino, in Ruffano, come in altri paesi del Salento, comincio' a sentirsi l'esigenza di una chiesa nuova e rinnovata, perche' la vecchia parrocchiale di rito greco mal s'adeguava alle celebrazioni dei divini misteri secondo la nuova liturgia e, soprattutto, parendo piccola e angusta, non era piu' idonea ad accogliere i fedeli, il cui numero, probabilmente, era cresciuto per un incremento demografico. L'edificazione del nuovo tempio, intitolato alla Nativita' della Beata Maria Vergine, pero', ebbe inizio nel 1706 sul suolo della vecchia Parrocchiale e fu possibile per il contributo corale del popolo, che offri' la ventesima parte dei proventi derivanti dai raccolti, per lo zelo delle autorita' civili ed ecclesiastiche, ma soprattutto per l'impulso religioso delle confraternite del SS. Sacramento e del SS. Rosario. Dopo circa sette anni dall'inizio dei lavori, eseguiti dai fratelli Ignazio e Valerio Margoleo di Martano, nel marzo del 1713, la nuova chiesa si apri' al culto dei fedeli, grande e imponente nell'architettura, ma povera e disadorna internamente, tale da affrettare la generosita' del popolo, in modo particolare delle famiglie benestanti, suscitando quasi una gara nell'offrire doni o denaro, per dotare la nuova Casa del Signore di arredi lignei, paramenti sacri e oggetti preziosi, nel cui argento ancora oggi paiono brillare la fede e la devozione dei donatori. Da quello stesso anno comincio' la costruzione degli altari nelle cappelle laterali della navata centrale, ricchi di decorazioni, sculture e pitture, commessi in tempi diversi da varie famiglie. Entrando dalla porta maggiore, ancora oggi detta "Porta delle femmine" (memoria della bizantina divisione tra uomini e donne), sul lato destro, si notano l'altare del Crocefisso, voluto dalla famiglia Saetta; quello della Misericordia, dal sacerdote dottore fisico don Aloisio Piccinni e quello delle anime del Purgatorio, o del Carmine, fondato dalla famiglia Mogavero. Sul lato sinistro, l'altare di S. Antonio, fatto erigere dalla principessa Anna Basurto; quello dell'Immacolata, dalla famiglia Grassi e quello di S. Elia, da Domenico Salvatore Cirillo. Quelli, infine, del SS. Sacramento e del SS. Rosario, nella nave traversa, furono eretti per conto delle Confraternite omonime. Nel 1716, si delibero' di costruire la nuova sacrestia sul lato nord della chiesa e, nel 1725, l'opera architettonica fu completata con la torre dell'orologio, sull'atrio della "porta dei maschi", aperta a ponente sulla Piazza Castello, divenuta ormai Piazza Chiesa. Ma fu nella seconda meta' del secolo che la chiesa si presento' corredata di tutto il necessario, del pulpito riccamente intagliato e dorato a mecca, dell'organo a mantice, del pregevole coro ligneo, con 29 stalli lungo le pareti dell'area presbiteriale, in mezzo al quale trovo' posto il badalone, della stessa fattura, con i grandi libri dei salmi, e, finalmente, riccamente istoriata dalle tele del pittore ruffanese Francesco Saverio Lillo e di altri artisti meno noti, per commissione di alcune famiglie e dei deputati della Confraternita del SS. Rosario. Le grandi tele dell'area presbiteriale rappresentano l'Arca santa e il castigo di Core, la cacciata di Eliodoro e la visita della regina di Saba a Salomone. Nell'ala destra del transetto vi č quella di S. Antonio e il miracolo dell'eretico, mentre sulla parete della porta maggiore vi e' quella di Gesu' che caccia i profanatori del tempio. Posta sotto il patronato del Comune, assurse al rango di Chiesa Ricettizia, retta da un collegio di sacerdoti costituito a Capitolo, con funzioni pastorali e di culto, ma dopo la proclamazione del Regno d'Italia, per le leggi dirette contro il temporalismo ecclesiastico, in linea col principio cavouriano “Libera Chiesa in libero Stato”, perdette il ruolo prestigioso di Collegiata e continuo' la sua missione con quello piu' comune di Chiesa Parrocchiale. Numerosi sono stati, nel corso del tempo, gli interventi di mantenimento e di restauro, tra i quali si segnalano, per impegno finanziario, la sostituzione del pavimento e il restauro delle tele di Saverio Lillo, eseguiti nella seconda meta' dell'Ottocento. Ma il lavoro piu' complesso e piu' rilevante e' senza dubbio l'ultimo, voluto dal parroco don Nicola Santoro, iniziato nel 2002, che ha interessato l'intera architettura della chiesa, dal complesso lapideo esterno alle fondamenta, dalle pareti interne al pavimento, dagli altari agli arredi lignei e alle tele, dall'area presbiteriale a quella sotterranea. Durante questi lavori, sono state scoperte le tombe gentilizie, le fondamenta e la cripta dell'antica chiesa, la sottostante area del cimitero di superficie con 28 fosse scavate nella roccia e le camere mortuarie nelle quali hanno avuto luogo le sepolture sino al 1831, quando finalmente non ebbero piu' luogo nella chiesa, in esecuzione del decreto sulla costruzione dei cimiteri emanato da Ferdinando I nel 1817, come gia' aveva disposto l'editto napoleonico di Saint Cloud esteso in Italia nel 1806. Tra gli interventi innovativi, quello di maggior rilievo e' la creazione nell'area centrale di una suggestiva cappella ipogea con volta "a spigolo"(opera del maestro Armando Margarito) che, oltre a prestarsi per celebrazioni riservate e funzioni varie, consente di visitare agevolmente la parte sotterranea del tempio.

Vincenzo Vetruccio

Pubblicazioni riguardanti la chiesa:
- A. de Bernart, M. Cazzato - RUFFANO UNA CHIESA UN CENTRO STORICO, Galatina, Congedo Ed., 1997.
- V. Vetruccio - L'ANTICA PARROCCHIALE DI RUFFANO, Galatina, Congedo Ed., 2004.